Il compagno di viaggio

Avevo conosciuto Peter presso un’agenzia di viaggi, quando il nostro intento era quello di fare una vacanza da soli, senza la compagnia di altre persone che avrebbero potuto, anche involontariamente, turbare le nostre scelte sulla programmazione della stessa.

Fu la proprietaria dell’agenzia a farci cambiare idea, infatti non avendo a disposizione offerte per una sola persona, ci propose di unirci assieme, per acquistare un pacchetto che prevedeva una vacanza per due persone.

Accettammo con piacere l’idea dalla proprietaria: non ci conoscevamo io e Peter, ma già a prima vista eravamo molto presi l’uno dall’altra, ed eravamo entusiasti di poterci conoscere.

Assolte tutte le pratiche di viaggio, eravamo pronti per la nostra partenza: ero felicissima di fare la mia crociera invernale, accompagnata da un ragazzo a me sconosciuto, ma con tutta l’aria che egli potesse diventare qualcosa d’importante per la mia vita.

Arrivò il giorno della partenza, e noi due felici ci trovammo sul ponte della nave, dove il comandante ci diede il benvenuto nel suo discorso inaugurale.

La nave era bellissima, e dotata di ogni lussuoso confort: dopo un giro preliminare, andammo nella nostra cabina doppia a sistemare i nostri bagagli e a gustare lo champagne ghiacciato che il personale di bordo ci aveva fatto trovare in stanza.

compagno di viaggioLa complicità tra noi non tardò ad arrivare e sorseggiando il nostro champagne ci guardammo intensamente negli occhi per poi scambiarci precocemente un bacio sulle labbra, che diede il via ad un’ intensa passione.

I nostri corpi erano presi dalle loro voglie incontenibili, e Peter con grande foga, tolse i miei vestiti e poi fece la stessa cosa con i suoi per poi dare il via alle danze che fecero del sesso il loro protagonista.

Il suo membro era già eretto come una mazza da baseball, e la mia vagina era già umida e vogliosa di contenere la sua grande asta rigida.

Prima di affondare i suoi colpi dentro la mia passera, Peter penetrò la mia bocca, che golosa, fu felice di assaporare la sua asta in tutta la sua dolcezza.

Poco prima di venire, Peter m’ impose con le sue parole da padrone, d’ingoiare fino all’ultima goccia il suo viscoso sperma.

I miei orgasmi dentro quell’intensa voglia di essere posseduta, si ripetevano uno dietro l’altro. Giunta l’ora della penetrazione, il mio compagno di viaggio non mi fece sconti: nonostante le dimensioni esagerate della sua belva , affondò la stessa con irruenza dentro di me, facendo sentire la sensuale potenza di uomo sicuro di far godere in maniera unica, la donna che sa accoglierlo dentro di se.

Quel giorno inaugurale del nostro viaggio fu molto intenso, e fui sempre più grata a Peter che mi aveva accompagnata in quella crociera, riuscendo a viaggiare anche dentro me.

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