Una notte di passione con Johnny

Mia sorella si era appena sposata ed io, quella sera, tornata dal matrimonio, mi sentivo particolarmente triste e sola: stavo realizzando che la vita di tutte le persone con cui ero cresciuta, anche delle mie amiche, insomma, era andata avanti mentre io non avevo assolutamente nulla da dare al mondo, e probabilmente neanche a me stessa. Avevo bevuto un po’ e mi sentivo un po’ stordita: ripensavo a Johnny, il fratello di mio cognato che, proprio durante i festeggiamenti del matrimonio, non aveva fatto altro che guardarmi con insistenza, quasi come se volesse spogliarmi con gli occhi, nonostante avesse già una moglie al suo fianco.

Mentre pensavo a Johnny e fantasticavo – in fondo, non mi rimaneva altro – sulla sua bellezza, e su quanto avessi voluto almeno baciarlo, bussarono alla porta. Avevo appena fatto un bagno caldo, mi ero messa comoda, come ero solita fare quando ero sola a casa: la mia vestaglia bianca, in raso, avrebbe lasciato intravedere la mia nudità, i miei seni piccoli ma sodi, ed un pube perfettamente depilato, che fino a qualche secondo prima aveva assaggiato le mie dita affusolate mentre mi accingevo a masturbarmi tra i pensieri verso Johnny.

Decisi di guardare dallo spioncino della porta prima di aprire: di certo non avrei voluto che fosse uno sconosciuto ad apprezzare le mie nudità anche se in quel momento avrei desiderato tanto che qualcuno mi amasse.

Era Johnny: un vortice di emozioni mi sconvolse e nel giro di qualche secondo dovetti prendere la decisione del non ritorno. Sapevo molto, molto bene, che se avessi aperto la porta, sarebbe finita in quel modo lì. Ed ovviamente, girai la chiave, abbassai la maniglia, e mi presentai così com’ero, nelle mie poche forme ma sensuale, come forse Johnny aveva notato.

Non feci in tempo a chiedergli cosa ci facesse a casa mia e, sinceramente, la cosa non mi dispiaceva affatto, né mi interessava il motivo. Avevo capito che aveva voglia di me da quando i nostri occhi si erano incrociati al ristorante: ci guardammo per un attimo che sembrò un’eternità, e nello stesso attimo ci ritrovammo avvinghiati, con le nostre lingue che danzavano nelle nostre calde bocche, e la mia passera umida che reclamava le sue attenzioni emanando già i suoi primi umori.

notte di passionePortai Johnny in camera da letto, e iniziai a toccarlo attraverso i pantaloni, notando che il suo membro diventava sempre più eretto ed in tensione; nel frattempo, anche la vestaglia che indossavo – ma che a breve mi avrebbe tolto – era intrisa dei miei umori che, lisci e densi, iniziarono a colare attraverso le mie gambe, che Johnny si accingeva ad aprire per assaporarne il frutto delicato.

Ero supina sul letto, con Johnny su di me, pronto ad aprire il frutto del mio piacere ed assaporarne il sapore, delicato ma aspro allo stesso tempo: lo stesso sapore che una donna ha quando i suoi umori colano copiosamente nell’attesa di essere penetrata. Johnny ci sapeva fare, ma aveva anche l’aria di uno che ci sarebbe andato molto piano, quella sera: perché mentre io avevo una voglia matta ed infinita di fare subito sul serio, il fratello di mio cognato accarezzava ogni parte del mio corpo, baciandomi il collo, soffermandosi di tanto in tanto sul mio petto, prolungando la mia agonia in attesa del piacere massimo.

Finché, finalmente, slacciò la mia vestaglia, si slacciò i pantaloni lasciandomi libera di prendere in mano il suo membro e dedicarmi ad esso mentre lui avrebbe immerso le sue dita nel lago di piacere che si era creato in me. Io e Johnny, che viveva in America ma era venuto in Italia per il matrimonio di suo fratello, ci capivamo a stento, ma non avevamo alcun bisogno di parlare, quella notte, per capirci. Bastavano sguardi ammiccanti e respiri soffocati dal piacere, mentre la mia mano percorreva la sua asta su e giù, desiderando di prendere in bocca il membro eretto di quell’amante così particolare, e la sua bocca si posizionava sulla mia, giocando con le nostre lingue.

Fui io a prendere l’iniziativa: lo spinsi con il viso contro la mia passera ormai grondante ed egli, con fare eccitato di chi è quasi dominato da una donna per lui bella ed affascinante, iniziò a leccare con foga ed ammirazione la mia passera umida, raccogliendo ogni parte dei miei umori ed ansimando per la voglia ed il piacere. intanto io continuavo a dedicarmi alla sua asta, spesso rallentando il ritmo perché non volevo che il suo seme venisse sprecato tra le mie mani.

Raggiunsi un primo orgasmo clitorideo, che mi piacque moltissimo ma non era certo abbastanza per me. Così, mi alzai, mi misi nella posizione a novanta, e lo indussi a penetrarmi così, da dietro, senza altri preliminari: sentii un leggero pizzicore nel mio ano, e ciò mi fece capire che l’ingresso preferito di Johnny, quella sera, non era dei più convenzionali.

Dopo il dolore, il piacere: Johnny affondava con foga il suo pene eretto dentro di me, trattenendomi per le natiche e di tanto in tanto toccando i miei seni turgidi. Io ansimavo e lui sospirava, continuando spesso a dirmi cose incomprensibili nel suo americano stretto, ma facendomi comunque capire che la passione aveva preso il sopravvento anche su di lui. Ed in poco tempo, mentre mi stantuffava, venne copiosamente dentro il mio ano, lasciandomi percepire tutto il suo liquido caldo che colava dal mio sedere, fino a raggiungere la mia vagina.

Quella fu la notte più calda della mia vita e mi chiesi sin da subito se avrei mai più rivisto quell’amante così speciale.

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